Barabara Carfagna contro Isabella Ferrari e Claudia Gerini: "In Rai minorenne perchè amante di Gianni Boncompagni"

Di Guido Chierchia

Barbara Carfagna contro Isabella Ferrari, Claudia Gerini e Marco Travaglio su Facebook. La giornalista e volto del Tg1 si è lasciata andare a un lungo sfogo tramite un post pubblico dal suo profilo personale sul noto social network, lanciando accuse piuttosto pesanti e suscitando parecchie polemiche. Ecco cosa ha scritto: “Quanto cambia chi è la persona che lo compie nel racconto di un comportamento? Tutti amavamo e piangiamo la morte di Boncompagni. Io me lo ricordo a qualche festa da D'Agostino in cui si parlava di Berlusconi. Anche lui aveva avuto amanti minorenni e le aveva piazzate con successo, anche nella TV di Stato. C'era anche Freccero che chiosava: "la vita è come il film 'La Società degli uomini'". E, come spesso accade, aveva ragione. Una di queste amate e piazzate in Rai a 16 anni, era lei. Isabella Ferrari. Qui Insieme a uno dei più grandi accusatori di Berlusconi per le vicende Ruby e Noemi. Però Boncompagni lo abbiamo sempre visto tutti solo come un creativo Pigmalione. Lei e la Gerini come due miracolate per averlo avuto accanto, brave belle e intelligenti; una oggi pure sofisticata intellettuale, in Teatro con Travaglio. Una parte la fecero fare pure a lui, Bonco sul palco con Ingroia Ruotolo e Di Pietro. Perché alla fine questo è stato l'esito di un comportamento oggi condannato, ma negli anni '80 accolto e finanziato pure con i soldi pubblici. Lui vedeva chiaramente questi paradossi, anzi li sottolineava in interviste ficcanti e ne rideva”.

Non è mancata la replica di Travaglio alla giornalista del Tg1 tramite il sito Dagospia“Caro Dago, vedo che una valorosa "collega" della Rai ha approfittato della morte di Bonco per farsi un po' di pubblicità gratuita, nel solco della lunga tradizione esibizionistica della mosca cocchiera che salta sul carro funebre credendo di guidarlo, quella per cui ai matrimoni c'è sempre qualcuno che vuol essere la sposa e ai funerali qualcuno che vuol essere il morto. Ricordo alla "collega" smemorata e male informata che le polemiche (almeno le mie) e il processo a Berlusconi per le sue frequentazioni con minorenni non hanno mai riguardato il suo sacrosanto diritto di fare quel che gli pareva nella sua vita privata: ma (per le polemiche) la sua possibile ricattabilità di uomo di governo e di Stato e (per i processi) l'accusa - poi caduta - di avere indotto una minorenne a prostituirsi, cioè a fare sesso a pagamento (reato che il suo stesso governo aveva deciso di punire con pene più severe di prima). Se io fossi stato il moralista, bacchettone e doppiopesista che la "collega" descrive, forse Boncompagni non avrebbe tenuto per due anni una rubrica sul Fatto quotidiano, non avrebbe partecipato a vari eventi insieme a me e non mi avrebbe regalato un po' della sua splendida amicizia”.

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