Caso scontrini: la procura chiede 2 anni e 6 mesi per l'ex sindaco Ignazio Marino

Di Giuseppe Dones

La Procura di Roma ha chiesto la condanna di Ignazio Marino per il caso scontrini e l'assoluzione per la vicenda Onlus. Il processo d'Appello a carico dell'ex sindaco è ancora in corso ma Marino ha voluto commentare: «Voglio affermare con grande chiarezza che mai nella mia vita e nelle funzioni di sindaco ho utilizzato denaro pubblico per motivi personali». L'ex sindaco, era stato assolto in primo grado dalle accuse di peculato, truffa e falso.

Marino parlando in aula ha ricordato di aver donato nel 2014 diecimila euro del proprio stipendio alla città e di non aver chiesto rimborsi al Campidoglio. A corroborare la sua versione dei fatti ha portato ad esempio gli incontri con il presidente della Roma, James Pallotta, e con il sindaco di New York, Bill De Blasio, quando cancellò una vacanza privata negli Stati Uniti trasformandola in incontri di lavoro. Marino ha ricordato anche che «spontaneamente mi presentai in procura e offrii - ha detto - a chi indagava le chiavi della mia agenda elettronica». Inoltre Marino ha anche ricordato la sua rinuncia ai compensi da senatore ancora prima della sua elezione a sindaco, che comportò un risparmio per le case pubbliche di oltre 80mila euro. «Se sono ladro, sono un ladro scemo e incapace di intendere e di volere».

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