"Maltrattava i dipendenti". Chanel licenzia la vice store manager della boutique di Piazza di Spagna, a Roma

Di Giuseppe Dones

Chiusi in bagno per un colore di capelli non gradito, obbligati a sbrigare commissioni private in orario di lavoro per conto della vice store manager della boutique Chanel di Piazza di Spagna, a Roma. Insomma, continui maltrattamenti per i dipendenti del negozio romano della maison francese. Ma ora la donna è stata licenziata, dopo che il sindacato Usb aveva denunciato le continue vessazioni subite dai dipendenti. Una decisione giunta al termine di accertamenti interni da parte della multinazionale, dopo le accuse mosse dagli impiegati al civico numero 85. Accuse circostanziate che hanno trovato pesanti riscontri.

«È la dimostrazione che le battaglie portate avanti da Usb in difesa dei lavoratori sono intraprese sempre con validi fondamenti e producono risultati certi», commenta il sindacato. La storia era emersa a ottobre con le denunce presentate da 15 dipendenti. «La dirigente - affermò una delle impiegate -  mi ha spesso accusato di avere i capelli sporchi, e non era vero: solo perché non andavo dal parrucchiere messo a disposizione da Chanel. Un'altra collega, che si era tinta i capelli di rosso, è stata chiusa in bagno, poiché la tonalità non piaceva alla responsabile. La mia amica si è sentita male». Chanel si era affrettata a comunicare che «la direzione dell'azienda ha preso molto seriamente le accuse, di cui non era stata messa a conoscenza prima e che non sono in alcun caso conformi alla nostra politica interna. I servizi competenti hanno immediatamente deciso di intraprendere una indagine approfondita per ascoltare ognuna delle persone coinvolte al fine di poter valutare la situazione». L'epilogo è stato il licenziamento.

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